Sentirsi spiritualmente aridi? Niente paura!

 

Redazione (Giovedì, 04-04-2019, Gaudium Press) Sarà capitato a tutti di sperimentare un periodo di aridità nel cuore, nella preghiera, nel nostro rapporto personale con Dio. Quel Dio che tanto ci è sembrato vicino, improvvisamente ci sembra lontano e distante o addirittura assente.

Non riusciamo a sentirci immersi nella preghiera e nelle letture da meditare ... tutto sembra arso di aridità.

Ma quando si vivono questi momenti l'unica cosa da non fare è quella di scoraggiarsi e arrendersi, bensì bisogna attuare delle strategie che ci aiutino a ristabilire il nostro rapporto con Dio combattendo quell'aridità che ci accompagna in certi periodi.

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D'altronde Madre Teresa di Calcutta ha sperimentato il silenzio di Dio e una sorta di assenza, per ben trent'anni.

Ogni persona è diversa dall'altra, ed essendo diversi cambia anche il modo di affrontare l'aridità spirituale. C'è chi si accanisce recitando preghiere ma non riuscendo a trovare la concentrazione e il giusto contatto spirituale, rischia di stressare lo spirito ancora di più, anche perché l'aridità può avere vari livelli d'intensità e a volte può anche precedere una sorta di maturità nella fede.

Nei periodi di aridità la prima cosa che viene attaccata in particolar modo è la preghiera. Non si riesce a pregare, lo si fa distrattamente, senza enfasi e senza carica. Ci si sente sfaticati. La cosa migliore è di fare poche preghiere ma sforzarsi di farle col cuore. Un Padre Nostro o un Ave Maria recitate lentamente, scandendo parola per parola, possono aiutarci a vincere l'aridità che è subentrata nel nostro cuore.

Ricordiamoci che ciò che conta è la qualità non la quantità. Dio non conta i numeri delle tue preghiere ma sente come sono recitate e in che modo l'anima le recita.

La cosa fondamentale è farsi aiutare nel periodo di aridità, magari facendo un colloquio con un sacerdote o con la propria guida spirituale. Parlare e chiedere aiuto è già un passo verso la vittoria.

Abbiamo bisogno del sostegno degli altri e solo lasciandoci aiutare riusciremo a risolvere il problema.

Il periodo di apatia e di lotta, diversamente da come si pensi, non è un periodo di fallimento ma di maturazione nella fede e per il proprio cammino di cristianità.

Dopo tutto le più belle oasi si trovano nel deserto, dobbiamo imparare a rapportarci con l'aridità spirituale nel miglior modo possibile, se impariamo questo allora supereremo tale periodo con molta più facilità e padronanza di se stessi.

Esodo 14:14: "Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli". (Rita Sberna)